Il nuovo ordine mondiale ci ha consegnato negli ultimi anni un mondo più insicuro. Guerre, repressioni, violazioni dei diritti umani, nuova corsa al riarmo dimostrano che un sistema basato sull'ingiustizia e sul "libero mercato" non può in alcun modo costruire la pace e dare una risposta alle speranze di vita dell'intera umanità. Oggi costruire la pace significa in primo luogo operare per rimuovere le violentissime ingiustizie prodotte dal sistema economico dominante.
Il Nuovo Modello di Difesa varato in questa legislatura dall'Ulivo, e votato anche dai partiti della destra, si muove esattamente nella direzione opposta. Ridando legittimità alla guerra come strumento "normale" della politica si è operato uno strappo con la cultura giuridica che aveva ispirato i Costituenti ("L'Italia ripudia la guerra come strumento per la risoluzione delle controversie internazionali", art. 11 della Costituzione).
La Nato, con il suo nuovo concetto strategico varato mentre erano ancora in corso i bombardamenti sulla Jugoslavia, si va sempre più connotando come gendarme della globalizzazione. Si tratta di un patto militare privato tra i paesi ricchi che esclude buona parte del pianeta, che invade spazi riservati ad altre istituzioni universalistiche, come l'Onu. L'espansione ad est della Nato contribuisce a rendere ancora più instabili i paesi dell'ex-Unione Sovietica e sottopone l'Europa alla tutela militare degli Stati Uniti, che non a caso, in questi anni, hanno notevolmente aumentato il numero di basi militari e di truppe dislocate sul nostro continente.