La situazione dei trasporti nel nostro paese è sotto gli occhi di tutti. Non a caso numerosi sondaggi indicano i trasporti come il primo problema degli italiani. In effetti tutti i giorni, lavorativi o feriali, gli automobilisti di auto e camion sono coinvolti in code sempre più lunghe, mentre gli utenti del trasporto collettivo subiscono disservizi, inefficienze, aumenti di tariffe.
Questo modello di trasporto inquina, sfrutta e distrugge l'ambiente, scarica la sua nocività sui cittadini, è consentito da salari sempre più bassi e sempre meno diritti per i lavoratori del settore. Questo tipo di trasporto scarica sulla collettività morti, incidenti, inquinamento acustico ed ambientale, congestione: costo totale oltre 200.000 miliardi l'anno. Novemila sono i morti sulle strade e 250.000 i feriti. Poco meno della metà di costoro muoiono o hanno incidenti mentre lavorano sulle strade, si recano o tornano dal lavoro. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha recentemente stimato che in Italia, causa inquinamento da traffico muoiono prematuramente 3500 persone l'anno.
Il paradosso è che questi fatti negativi muovono soldi nella contabilità nazionale, vengono conteggiati come crescita del Pil. E il Pil rappresenterebbe la ricchezza ed il benessere del paese!
La situazione dei trasporti è peggiorata e tende a peggiorare da quando negli ultimi lustri si sta impiantando la nuova economia liberista, basata sulla diffusione nel territorio delle attività di produzione, nella trasformazione del camion in magazzino viaggiante, nella diffusione dei grandi centri commerciali, nella diffusione su tutto l'arco del giorno e della notte della produzione e consumo di merci e di servizi e quindi anche del lavoro. Il trasporto aumenta di varie volte l'aumento dell'attività economiche. Il paese dunque corre verso il collasso.
A fronte di questa situazione il centro destra ed il centro sinistra propongono grosso modo gli stessi programmi: le logiche di mercato devono sostituire in toto la programmazione perché il mercato consentirebbe a parer loro un cambiamento positivo del sistema dei trasporti; bisogna rincorre l'aumento della domanda di trasporto costruendo massicciamente nuove autostrade o ferrovie ad Alta velocità. In realtà il mercato favorisce il vettore che costa di meno perché scarica i costi sull'ambiente e la collettività: l'auto e i Tir. Non si avranno mai finanziamenti sufficienti per rincorrere la domanda di trasporto ed il nostro territorio è ormai saturo di infrastrutture: inoltre le infrastrutture da costruire non sono mai quelle più utili, ma quelle più costose, perché le scelte non le fanno gli utenti ma gli affaristi del cemento.
Questa del centro destra e del centro sinistra sono politiche irrealistiche, costose e che alla fine portano comunque i trasporti del nostro paese al collasso.
Il Prc ha presentato e ripresenterà nella prossima legislatura un proposta di legge per un Piano Generale dei Trasporti basato sulla politica di programmazione con le seguente finalità: