Il pianeta su cui viviamo non è una risorsa inesauribile. L'evidenza di questo dato ha portato a una sufficiente presa di coscienza di quanto la convivenza e il rispetto tra le specie animali e vegetali non sia un elemento accessorio o filosofico, bensì un'esigenza naturale, politica, sociale ed economica.
Se il capitalismo è il portatore di una devastante scelta di sfruttamento generalizzato e di cancellazione dei diritti in funzione del massimo profitto, il comunismo non può che essere la riaffermazione dei diritti in funzione della solidarietà fra tutti gli esseri viventi di questo pianeta.
In questo contesto il tema dei diritti degli animali come soggetti portatori di diritti da tutelare si inserisce nell'ambito dell'eliminazione di qualsiasi sfruttamento legato a discriminazioni: di specie (l'essere umano superiore ad ogni altra specie vivente), di razza (la bianca superiore alle altre), di genere (quello maschile superiore al genere femminile). In poche parole è la ricerca di una solidarietà fra esseri viventi, oltre l'oppressione, le ingiustizie e le violenze.
E' improbabile che il rapporto di sfruttamento verso gli animali da parte umana sia eliminabile nel breve periodo, ma è possibile, di contro, una forte iniziativa e un reale programma di "riduzione del danno" attraverso una concreta politica legislativa di tutela delle condizioni di vita e di morte degli animali, che garantisca loro almeno la possibilità di una esistenza dignitosa, anche quando questa dovesse essere breve. Parliamo, quindi, di riconversione degli allevamenti di animali da pelliccia e di una più incisiva iniziativa legislativa sulle condizioni di trasporto e di macellazione.
Accanto a ciò occorrerà un'attenzione agli stili di vita individuali e collettivi in funzione, ad esempio, di un modello alimentare e di ricerca non violento e giusto. Lo sviluppo della ricerca scientifica (diretto dalle multinazionali) per la creazione di organismi viventi geneticamente modificati, dimostra quanto sia necessario, in questo momento, valorizzare la sinergia positiva tra il rispetto dei diritti animali e la tutela della qualità della vita degli esseri umani.
In questo senso l'esperienza di lotta che sta avanzando tra i contadini francesi guidati da Bové, dimostra come la saldatura tra interessi diversi, quali la tutela dei diritti animali e quella dei diritti dei lavoratori, sia ormai non solo un auspicio, ma un dato di fatto.